“inCarcere”: progetto di Arte, Design e Inclusione

Il progetto “inCarcere” nasce all’interno della Casa di Reclusione “Pasquale De Santis” di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba dall’idea di realizzare un oggetto simbolico e di design – due anelli intrecciati che si uniscono e si separano – come metafora di relazione, libertà e resilienza.

Dall’Elba al mondo, un ponte tra arte, inclusione e futuro. Un percorso che da dietro le mura del carcere arriva al cuore della comunità attraverso il lavoro artigianale, la formazione e la bellezza del design. Non solo un oggetto artistico, ma una connessione tra comunità, carcere, artigianato e design.

 

arte/design

Dal 2018, l’architetto Simona Giovannetti, titolare di Dampaì Srl, collabora con la Casa di reclusione ‘Pasquale De Santis’ di Porto Azzurro all’isola d’Elba. Insieme alla Direttrice Dott.ssa Martina Carducci e al Comandante Dott. Luigi Bove, ha dato vita a un progetto che supera la logica commerciale e si trasforma in impresa sociale, mettendo al centro le relazioni tra le persone.

CHI SIAMO

Simona
Designer

È l’ideatrice del progetto. Architetto. Collabora con il carcere di Porto Azzurro per la sua azienda dal 2018.

Questa collaborazione, nata per necessità, è diventata per lei uno scopo di vita.

Iurie
Responsabile del progetto

Si occupa del sito. È nato in Moldavia, ha vissuto a Napoli ed è all’isola d’Elba detentuo nel carcere di Porto Azzurro, dove sta scon-tando la sua condanna. “inCarcere è il suo sogno di libertà.

Rustam

Responsabile del prodotto

Nome di arte GRAF, è l’esecutore materiale. È nato in Machačkala Dadgistan, ha vissuto a Perugia ed è attualmente detenuto nel carcere di Porto Azzurro, all’isola d’Elba, dove lavora nella falegnameria.
InCarcereè il suo “urlo al mondo”, la dimostrazione delle sue capacità.

Ruslan

Responsabile del prodotto

È l’aiuto, la spalla del progetto. È nato in Moldavia, ha vissuto a Padova ed è attualmente detenuto nel carcere di Porto Azzurro, all’isola d’Elba, dove lavora nella falegnameria.
InCarcereè per lui fare gruppo e condividere.

La libertà è una cosa meravigliosa, a volte non capiamo quanto è preziosa, ogni essere umano sbaglia, importante è di imparare dai propri errori e sognare il giorno che anche sulla mia strada ci sarà il sole.

Marius

In questi due anelli che si intrecciano vedo il racconto di un abbraccio che cura ogni ferita e dimostra che la vera libertà non è l’assenza di confini, ma la capacità di restare legati nel profondo e che l’amore può fiorire anche dietro le sbarre. Questi due anelli per me rappresentano due persone che scelgono di camminare insieme nonostante le distanze imposte.
In questo intreccio vedo la forza di chi sa restare accanto all’altro anche quando le mura provano a dividere i corpi.
Qui, in carcere, il sentimento diventa l’unica vera chiave capace di aprire le celle del cuore, trasformando il peso della prigionia nel volo leggero di una libertà ritrovata nell’altro. Guardando questi anelli, sento vibrare l’emozione di chi trasforma l’isolamento in una connessione eterna. È un inno alla resilienza: la prova che la bellezza dei sentimenti può abbattere qualsiasi muro e che il cuore non può essere rinchiuso. Anche dove lo spazio è stretto, il cuore può trovare il modo di rialzarsi, dimostrando che nessun confine può davvero rinchiudere un sentimento sincero.
L’anima può ricostruirsi anche quando tutto sembra finire…

Iurie